9/29/05

Pawel Althamer

Bidibidobidiboo
Works from the Sandretto Re Rebaudengo Collection
via Modane 16 Turin, September 2005
Pawel_Althamere
Mentre mi accingo a scrivere queste righe su Pawel Althamer - nella speranza di farlo in fretta, in fondo sono state sollecitate dal fatto che la mia amica ha colto, durante una visita a una mostra, la semplice fascinazione che una sua opera ha esercitato su di me - ho sulla mia scrivania, per caso, il volume archive in motion 50 Jahre / Years documenta 1955-2005. 50 anni di arte e 50 anni di mostre, anzi della "mostra delle mostre", mi fanno pensare a questa scultura autoritratto di Althamer, nudo, la pelle raggrinzita e ingiallita, sul naso ancora - solo – i suoi occhiali. In relazione allo scorrere del tempo, al deteriorarsi degli elementi, all'invecchiamento di uomini e cose Althamer affronta il rapporto fra ciò che era e ciò che è. In relazione allo specifico dell'arte contemporanea, il rapporto fra opera, mostra e documentazione. L'opera di Althamer si inserisce in questi passaggi, però, come un adunaton logico, qualcosa di impossibile presentato come del tutto verosimile. L'opera, contemporanea, nasce vecchia, archeologica, da bacheca di museo (delle scienze post-atomiche). Nasce per confrontarsi con il suo stesso destino di testimonianza, con la sua collocazione tra spazio espositivo e documento d'archivio. E l'essere che raffigura appartiene a un tempo contratto (o dilatato) che suggerisce l'eterno, il dopo, o il prima. Nasce in viaggio nel tempo. Non è un caso che Althamer abbia partecipato proprio a documenta X come alieno in visita sulla terra.
Andrea Viliani

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